| Area di Libero
Commercio delle Americhe Quella che hai in mano è una guida, un “viaggio” narrativo che spiega brevemente il simbolismo e le intenzioni di questa immagine. Questa grafica è il primo di una serie di strumenti educativi fatti per facilitare la discussione sul complesso tema della globalizzazione nell’emisfero occidentale. La seconda grafica riguarda il Plan Colombia, ed è già cominciato il lavoro alla terza grafica, circa il Plan Puebla Panama (PPP). Quando la trilogia sarà completa, le tre opere saranno raccolte in un libro a colori. Per compiere tutto questo stiamo cercando collaboratori, e siamo desiderosi di sapere come gli altri stiano usando questi materiali per approfondire la comprensione degli effetti oppressivi della monocultura corporativa nella terra madre e in tutte le sue creature… L’Area di Libero Commercio delle Americhe, o ALCA… mai sentito nominare? Beh questo non deve sorprenderti, perché è stato negoziato in segreto durante la Conferenza delle Americhe (Summit of Americas) nel 1994. Così come l’infame Accordo Nordamericano di Libero Commercio (NAFTA), l’ALCA è un accordo commerciale internazionale che vuole eliminare gli “ostacoli” allo scambio libero di denaro, merci e servizi tra le frontiere dell’emisfero occidentale, escludendo Cuba, nello sforzo di creare UNA enorme rete integrata di “mercati aperti”. Questa rappresentazione grafica dell’ALCA ci mostra le conseguenze di questa rete, e tenta di spiegare la minaccia alla sopravvivenza di tutte le forme di vita esistenti nelle Americhe. Questa immagine è una mappa delle interconnessioni, che permette all’osservatore un momento per ritrovarsi in un ritratto più grande del tempo in cui noi stiamo vivendo adesso… Il nostro mondo è rappresentato al centro di questa rete. I dettagli sulla terra ferma includono le autostrade del NAFTA e del Pan-America, i canali secchi (linee ferroviarie che collegano i porti delle due coste) e che saranno parte del Plan Puebla Panama (PPP). Il fumo a forma di DNA rappresenta la fumigazione dell’aria sopra le piantagioni di alberi transgenici, e rappresenta anche il coinvolgimento della Monsanto nella produzione degli agenti chimici utilizzati nel Plan Colombia. Tre ragni… sviluppo, militarizzazione e mezzi di comunicazione corporativa, hanno preso il controllo della rete della vita. Il ragno dello sviluppo sta estraendo risorse naturali danneggiando la terra e disboscando le foreste con i suoi denti sega. Un braccio sta pompando petrolio dall’Artico, mentre l’altro braccio sta pompando petrolio in fondo al mare per dare energia alla macchina che costruisce le autostrade, le linee di elettricità e gli oleodotti. (Below is what is written above and to the left of the militarization spider) Il ragno della militarizzazione, con una serie di aghi ipodermici e una bandana con la bandiera degli Stati Uniti, ha delle mitragliatrici puntate contro il Centro e il Sud America, più specificatamente contro la Colombia. L’intervento imperialista nella regione si è dato nomi diversi negli anni passati: anticomunismo, la guerra contro la droga e (dopo l’11 settembre) antiterrorismo. Il Plan Colombia è un’operazione militare condotta dagli Stati Uniti con il pretesto di una guerra contro la droga, utilizzando il denaro dei contribuenti americani per fornire armi alle forze armate colombiane, notoriamente brutali e corrotte. Questa operazione multimiliardaria include lo spargimento di erbicidi mortali, la maggioranza dei quali sono transgenici, prodotti dalla stessa multinazionale che ci ha portato il tristemente celebre “Agente Orange”… la Monsanto. Giusto per distrarti, e per farti credere che tutto va bene, c’è il terzo ragno, chiamato “Johnny Q Big Guy”, una rappresentazione dei mass media corporativi, della cultura omologata, e dei tentacoli di Internet. Si aggrappa alla terra con denti e ganci Nike, mentre la televisione e il NASDAQ gli oscurano gli occhi. Dalla sua schiena ben finanziata esce una torre di comunicazione, con un’antenna satellitare Disney che emette segnali, formando di nuovo una rete invisibile che ci circonda costantemente. In proporzioni esponenziali, questo re sta tessendo una tela di cultura generica e controllata dalle multinazionali, con marchi di copyright e codici a barre che rappresentano le note musicali… cultura creata per il commercio e non per la comunità. I tre ragni cooperano e dipendono l’uno dall’altro, spinti dai loro obiettivi di breve termine a controllare le risorse e ad ampliare i mercati. Nel frattempo sono impegnati a contaminare e privatizzare le cose senza le quali assolutamente NON POSSIAMO VIVERE… come l’aria, la terra, e la più importante: l’acqua. Intrappolata nella ragnatela della globalizzazione, che brilla con goccioline di preziosa acqua, ci sono le vittime che hanno sofferto le conseguenze del così detto “libero commercio”. Questi animali rappresentano lotte specifiche contro il controllo corporativo della vita, e quasi sembrano moderne costellazioni contro il cielo della notte. All’estrema sinistra c’è una scimmia urlatrice legata con il filo per macchine da cucire, a rappresentare i lavoratori delle fabbriche, che soffrono condizioni di lavoro disumane, con un salario da miseria e in un clima di violenza contro le organizzazioni sindacali. Da quando cominciò il NAFTA, il “libero commercio” tra gli Stati Uniti e il Messico (insieme alla militarizzazione delle frontiere) ha prodotto massicce perdite di lavoro in USA e la creazione di mano d’opera a basso costo in Messico, mentre contadini trapiantati e in bancarotta si vedono costretti a coltivare prodotti unicamente per l’esportazione. L’ALCA minaccia e preme sui paesi affinché eliminino le leggi che proteggono i diritti dei lavoratori, sostenendo che queste leggi siano “barriere contro il commercio”. La pecora, attirata da una carota posta davanti alla sua faccia, e ora incatenata dalle catene dei debiti, è stata obbligata ad entrare nel sistema di istruzione privatizzata. L’ALCA obbligherà i governi a vendere tutti i tipi di servizi pubblici, inclusa l’istruzione dalla scuola elementare all’università, al compratore che offra il miglior prezzo. Il risultato è un sistema che vede gli studenti come clienti e futuri impiegati, e che offre mercati garantiti per le pubblicità. Tale sistema non ha alcun interesse nel dare istruzione insegnando la creatività o l’analisi critica, né collocando traguardi sociali di lungo periodo al di sopra del mero profitto. Sopra la pecora c’è una rana malata che viene curata con medicinali brevettati in centri ospedalieri privatizzati. La rana è uno dei migliori rappresentanti delle infermità, perché è una delle specie più sensibili, la prima nel mostrare segni di sofferenza per gli effetti sull’evoluzione dell’inquinamento su larga scala. Inoltre rappresenta la vivisezione e la ricerca implacabile della conoscenza e del profitto che dà all’industria farmaceutica il potere di influire sui programmi politici. Mentre le aziende farmaceutiche rubano e poi brevettano le medicine tradizionali indigene, i centri ospedalieri privati negano i medicinali e i trattamenti necessari a salvare le vite di coloro che non possono pagarli. La tartaruga marina è un simbolo molto conosciuto dell’ecologia e della crisi di estinzione. All’epoca dell’estinzione dei dinosauri la Terra perdeva una specie ogni 10.000 anni… oggi ne perdiamo più di 500 ogni anno! La tartaruga è rimasta invinghiata in una rete da pesca, “effetto collaterale” del lavoro delle industrie. Inoltre è intrappolata nell’ironico contenitore di plastica per bottiglie, un simbolo del modo orrendo in cui la crisi dell’estinzione e la devastazione ecologica sono anche colpa del “me ne lavo le mani” di chi consuma sempre di più in un pianeta che sta morendo. La farfalla monarca è una vittima dell’inquinamento genetico causato dalla biotecnologia. Avvolta in un gomitolo di fili geneticamente modificati, si è dotata di una maschera antigas per evitare il polline del mais transgenico, mortale per le sue larve. Il corvo è intrappolato nelle sbarre del complesso delle prigioni industriali, che è in rapida crescita. Negli Stati Uniti la polizia è molto razzista, manca una adeguata rappresentazione legale ed esistono leggi razziste contro l’uso e la vendita di droghe, con pene molto severe. Tutto questo crea una situazione vergognosa in cui la percentuale di uomini afroamericani che viene incarcerata è più grande di quella degli uomini incarcerati durante l’apartheid sudafricano. La privatizzazione di scuole, cure mediche, terra e acqua creano la migrazione e la povertà di popoli lungo le Americhe, e le prigioni fungono da celle per tenere la gente alla quale è stato negato l’accesso a quelle risorse. Nel frattempo queste persone (in maggioranza poveri e di colore) servono come forza lavoro gratuita per i proprietari corporativi delle prigioni stesse. Il topo, attorcigliato nel suo stesso cordone ombelicale, forzato a riprodursi, è un simbolo del modo in cui il “libero commercio” ha effetto in maniera sproporzionata sulle donne, che sono la maggioranza dei lavoratori nel mondo dei poveri. La sua situazione rappresenta gli aspetti patriarcali di clonazione e ricerca biotecnologica, che tentano di prevaricare le funzioni biologiche naturali della donna. Le pressioni dell’agricoltura corporativa sono rappresentate dal coniglio, un contadino con semi OGM brevettati che gli cadono dalla mano. E’ attorcigliato dal tubo del vaporizzatore di pesticidi che porta sulle spalle, costretto al suo utilizzo per competere nel libero mercato e quindi per sopravvivere. Ironicamente, le stesse ricche nazioni che premono per eliminare tutte le barriere al commercio grazie all’ALCA, sono anche quelle che forniscono forti sussidi ai loro settori di agricoltura. Il risultato di tutto questo è che gli Stati Uniti hanno potuto commercializzare mais economico, geneticamente modificato, nel mercato messicano ad un costo più basso di quello di produzione, forzando migliaia di piccoli contadini a migrare dalla loro terra. L’orso polare, attorcigliato negli oleodotti, parla al razzismo ambientale dell’estrazione del petrolio e di risorse nelle terre dell’Artico e lungo le Americhe, dove presumibilmente “non vive nessuno”. Inoltre rappresenta la tendenza di paesi forzati a privatizzare le terre comunali con valore commerciale, e poi a venderle agli interessi corporativi. Una volta che il petrolio e altre risorse sono state estratte, le aziende se ne vanno, e lasciano un ambiente devastato senza alcuna intenzione di porvi rimedio. Il bisonte, ristretto in confini di filo spinato, rappresenta l’ipocrisia della globalizzazione, che preme per il flusso “libero” del commercio e del capitale, con confini tanto ristretti per le persone. E’ interessante notare che mentre il NAFTA veniva firmato in California nel 1994, la Proposizione 187 minacciava di togliere i diritti di assistenza medica e di istruzione per i figli di lavoratori senza documenti. Molti hanno spiegato che affinché il flusso di capitali porti beneficio agli interessi corporativi, è necessario militarizzare le frontiere per mantenere una forza lavoro che sia a basso costo e terrorizzata. Inoltre le barriere impediscono l’accesso alla solidarietà internazionale per i lavoratori. Centinaia di persone muoiono ogni anno mentre tentano di attraversare la frontiera degli Stati Uniti, e in nome di una “cultura della sicurezza”, a partire dall’11 settembre, vengono perseguitati gli immigranti. Allo stesso tempo, i cittadini di nazioni ricche e le “persone importanti” delle multinazionali godono di una libertà senza limiti per attraversare i confini. Mentre i ragni tessono le loro tele in modo febbrile, ed estraggono risorse spinti dai numeri e dalle economie di breve termine, riducono e contaminano le riserve di acqua della Terra. Mentre la maggioranza dei poveri nel mondo non ha accesso ad acqua potabile e pulita, la tela della globalizzazione sta prosciugando i fiumi e i mari attraverso due enormi canali. Allo stesso tempo due ragni poliziotto in uniforme da combattimento reggono un manifesto che cita la Banca Mondiale: “LA PROSSIMA GUERRA MONDIALE SARA’ A CAUSA DELL’ACQUA”. Perché sono dei poliziotti antisommossa a reggere questo manifesto? Tutto ciò è dovuto alla tendenza pubblicitaria degli ultimi anni, in cui le multinazionali adottano l’idioma e i simboli della resistenza, ad esempio promuovendo i propri loghi in forma di graffiti sui muri e slogan che invitano i consumatori a “provare la rivoluzione”. Ai poli, gli iceberg vengono incatenati da grandi imbarcazioni. Questo fa riferimento agli interessi di molte multinazionali che vogliono smantellare il Trattato Artico per conseguire l’accesso a fresca e preziosa acqua da destinare alle assetate aziende produttrici di computer. Nel frattempo una pila di computer con poco più di un anno di vita, e quindi obsoleti, viene buttata. Questo presenta in modo allarmante come l’industria di computer stia sprecando l’acqua e contaminando la terra. Mentre l’acqua del pianeta Terra viene prosciugata a beneficio delle metropoli, viene pompata massicciamente dalle macchine industriali che utilizzano le risorse in maniera intensiva per mantenere il sistema funzionante. In tutta la città e per ventiquattro ore al giorno, le api che lavorano negli uffici si stanno consumando, ognuna nel suo cubicolo dell’alveare. Dipendenti da caffè e Coca-Cola, le api lavoratrici sono piegate sui loro computer, i motori della globalizzazione. La tecnologia moderna, che si muove alla velocità della luce, permette che investimenti di miliardi di dollari entrino ed escano da un paese in poche ore. Due api della Monsanto sono rappresentate ai due lati della città nelle loro torri d’avorio della scienza, preparando un’altra razione di NutraSweet al posto del miele, così da tenere le altre api a ronzare nelle loro celle di produzione! Presidiando tutto il sistema dal centro dell’alveare ci sono le tre api giudice, che prendono decisioni irresponsabilmente nei tribunali segreti dove, con la protezione dell’ALCA, le multinazionali potranno denunciare i governi nazionali per ogni resistenza incontrino nell’attuazione del “libero commercio”. Finora i tribunali dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) hanno appoggiato gli interessi corporativi in ogni giudizio che riguardasse il tema dell’ambiente. Inoltre, i tribunali del NAFTA hanno forzato paesi poveri a risarcire i “danni” causati alle multinazionali multimiliardarie per “compensarle” dei profitti potenziali che avrebbero potuto avere, se non ci fossero state leggi a protezione dei diritti dei lavoratori, dei servizi pubblici o dell’ambiente. Guardando le conseguenze della metropoli in azione, vediamo la melma delle fogne venir condotta in tubazioni che passano attraverso le mura fortificate della città per arrivare alla campagna sfruttata. Quello che una volta era terra fertile e boschi naturali è stato ridotto a terra secca dove i contadini devono lottare per la sopravvivenza. La metropoli e i suoi abitanti sono rinchiusi con fili di ferro e veri e propri muri, che rappresentano le barriere erette ogni volta che l’ALCA, il WTO, la Banca Mondiale o il Fondo Monetario Internazionale si riuniscono. I dimostranti sono bloccati dalle stesse barriere che l’ALCA sta aprendo per far entrare gli interessi corporativi, mentre sta impedendo alle voci di chi non è d’accordo di essere udite in prossimità di queste riunioni riservate, anche se convocate nel nome del popolo delle Americhe. Lo smantellamento fisico di queste barriere durante le proteste è un esempio poderoso dell’azione diretta collettiva. Le formiche della resistenza sono in attività, mobilitate per lottare contro la situazione: diffondendo la verità sul potere dei ragni e dei giudici, e le api lavoratrici che utilizzano le loro tradizioni creative. Sopra o sotto la terra, alla vista di tutti o dietro le scene, si stanno organizzando. Il movimento di resistenza è cresciuto in rivolta, mentre le formiche operaie si avvicinano dal nord e dal sud delle Americhe per tentare di riguadagnare le risorse che gli furono rubate. Marciando da sinistra (il sud globale) e rappresentando le lotte ispiratrici e poderose del Movimento Tierra Sem, il movimento dei contadini senza terra in Brasile, e degli Zapatisti del Chiapas, Messico. Con i loro bambini sulla schiena, trasportando attrezzi della fattoria e strumenti musicali (comprese pentole e padelle) queste formiche si stanno assicurando che tutto il mondo le ascolti. Inoltre, stanno documentando le loro realtà attraverso movimenti come il Progetto di Mezzi di Comunicazione del Chiapas e stanno comunicando con altre formiche della resistenza nel nord. Nel frattempo una formichina insolente dipinge sul muro simbolico: “Autogestione”, che si traduce in “gestione di se stessi” o “nascita di se stessi”. Lanciandosi dal lato destro c’è la resistenza del nord, armata con alcune delle tattiche della gioventù coinvolta nel movimento nordamericano contro la globalizzazione. Stanno catapultando una torta, emulando la “Biotic Banking Brigade”, una tattica per identificare persone specifiche che causano immense sofferenze. Il gesto di tirargli una torta in faccia le assassina simbolicamente, nello stile dei pagliacci! Gruppi di anarchici e radicali si stanno organizzando per una protesta con molta energia e rime politiche… facendo spazio a piccole tattiche da “black block” nella loro marcia (beh, la maggior parte delle formiche si veste sempre di nero!)… Alcune formiche stanno suonando degli strumenti e camminando sui trampoli, mentre altre stanno ballando Capoeira e pianificando di fare una passeggiata di massa in bicicletta. Una formica recentemente ha fatto un pupazzo e lo sta portando in strada per usarlo in un “teatro guerrigliero”. Simultaneamente, sotto la terra, le formiche intagliano le parole “RESISTENZA GLOBALE AL COLONIALISMO CORPORATIVO” nei tunnel del formicaio sotto la città. L’illustrazione mostra come la maglia della rete… le linee elettriche, le conduttore dell’acqua e i cavi di fibra ottica per Internet, abbia rimpiazzato le radici di quella che una volta era una terra sana, creando un’altra rete invisibile di vene sintetiche che coprono la terra. Le formiche si stanno inserendo in questa rete per dare forza alle loro organizzazioni e creare i loro propri mezzi di comunicazione indipendente, trasmettendo (a volte illegalmente) la sua lotta per la verità sfidando il paradigma dominante. Questa resistenza sotterranea lotta senza sosta per la terra, salvando le sementi e lavorando per costruire una società sostenibile. Deviano l’acqua un tempo schiavizzata verso i semi di speranza che stanno piantando. Le formiche hanno molto da insegnarci. Anche loro lavorano per prevaricare sulla struttura del potere e smantellare questo sistema con i suoi stessi strumenti… Ma allo stesso tempo questi agenti di concime sanno che, per costruire un mondo nuovo dalle ceneri del vecchio, è imperativo che le tecnologie e gli strumenti insostenibili che ora utilizziamo debbano essere abbandonati nella società che stiamo creando. C’è un detto in America Latina che dice: “La rivoluzione
è il lavoro delle formiche”… E’ la verità,
è il lavoro giornaliero che facciamo come minuzie, smuovendo ostacoli
più grandi di noi stessi, che sminuzzerà questo grande e
triste incubo che come individui può farci sentire deboli. Le formiche
raggiungono obiettivi immensamente grandi quando lavorano unite, e sono
un simbolo forte del potere collettivo in presenza del controllo corporativo
dell’aria, la terra, l’acqua, la cultura, i servizi pubblici,
e la vita stessa. |